


È un po’ in questa direzione che si sono mossi i tre relatori, chiamati proprio a tessere un dialogo a quattro, che ha evidenziato giustamente come l’azione dei “magnifici sei”, pur partendo da posizioni e ideologie differenti, in qualche modo sia sempre stata complementare ad un’azione comune, “che ha sempre teso alla crescita, allo sviluppo e al miglioramento della formazione, quale garanzia nel mondo del lavoro e della produzione” (parole di Arturo Colombo).
Il “segreto” di questi sei enti, i “magnifici sei”, è che furono istituiti da imprenditori e mecenati all’avanguardia, “uomini che avevano la visione del futuro, che sapevano intuire le necessità del domani, e quindi puntavano gran parte delle loro risorse alla didattica, al rapporto scuola-lavoro, alla sinergia con il mondo della produzione, riuscendo a formare i migliori talenti e a saperli valorizzare” (parole di Massimo degli Esposti).
“Milano deve molto a queste istituzioni. In esse si sono formati gran parte di quei milanesi che con la loro proverbiale laboriosità hanno reso il capoluogo lombardo la capitale economica del Paese e hanno trasformato il nostro territorio in uno dei motori d’Europa. Ed è per questo che il Comune di Milano, lo scorso febbraio, ha deciso di promuovere una sinergia tra questi Sei Enti Storici attraverso la nascita di un vero e proprio ‘polo’ che si occupa di formazione professionale, orientamento e inclusione sociale valorizzando le peculiarità delle singole realtà”.
Nella splendida cornice della Sala Viscontea del Castello Sforzesco, giovedì 27 novembre 2008, i Sei Enti Storici della Formazione a Milano sono stati i protagonisti di un incontro pubblico, promosso dall’Assessore alle Politiche del Lavoro e dell’Occupazione del Comune di Milano Andrea Mascaretti, che in occasione della pubblicazione del volume
L’Alchimia del lavoro. I generosi che primi in Milano fecondarono le arti e le scienze ha voluto per rievocare 170 anni di eccellenza in ambito formativo di cui è stata protagonista la nostra città. Insieme all’Assessore, sono intervenuti il critico d’arte Flavio Caroli, lo storico Arturo Colombo, e il giornalista Massimo Degli Esposti.
Sfogliando il volume (fuori commercio), anche fra i non addetti ai lavori dovrebbe sorgere spontanea la domanda: Che cosa sarebbe successo a Milano se questi sei enti storici per la formazione non fossero mai esistiti? Cosa sarebbe successo senza la Scuola di chimica industriale, senza la Scuola di Elettrotecnica, senza la Scuola del Libro, senza la Scola de legn, senza la Scuola d’arte applicata all’industria, senza i corsi d’emancipazione per la donna, senza il legame indissolubile tra arte, lavoro, creatività e produzione? Come si sarebbero inventati il futuro le decine di migliaia di artigiani e lavoratori (uomini e donne), che grazie a queste sei realtà poterono “rilevarsi da sé medesimi”?
Eventi
Il modello vincente, le esperienze acquisite, gli episodi e i personaggi che popolano queste 180 pagine di storia milanese (con riconoscimenti anche internazionali) ci servano da monito e da guida per preparare i progetti dell’Expo 2015, sembrava suggerire in chiusura l’Assessore Mascaretti. Soprattutto se si tiene conto che Milano “ha creato quasi tutte le avanguardie europee, dalla Scapigliatura al Divisionismo, dal Futurismo alla Metafisica – ha sintetizzato Flavio Caroli – Un secolo fa Milano era una città-chiave nella creazione del pensiero positivo: e la sua visione di armonia tra profitto e creazione deve tornare a splendere”.
Guarda le immagini